
Paolo Picchiarini, che dal 2000 guida la sua azienda termoidraulica con professionalità e grande passione, ha raccontato a GT quali sono le soddisfazioni e le sfide del mestiere.
Termotecnica Picchiarini è un’azienda storica radicata nel territorio fiorentino, oggi al passo con le nuove sfide della tecnologia e delle soluzioni a favore dell’efficienza energetica e della sostenibilità. Abbiamo intervistato Paolo Picchiarini, che dal 2000 guida l’azienda con professionalità e grande passione.
La sua azienda da quasi sessant’anni opera a Firenze e provincia, pioniera nella termotecnica. Ci racconta come è nata?
Nel 1965 mio padre, Roberto Picchiarini, ha aperto l’azienda che già allora si chiamava Termotecnica Picchiarini. Lui, originario della montagna pistoiese, collaborava con mio nonno in una ditta idraulica. Arrivato a Firenze ha fondato questa azienda, che già negli anni ’60 -’70 aveva oltre dieci dipendenti.
Nell’anno 2000 sono entrato ufficialmente io, anche se ero presente come dipendente già dal 1988, ed è stata costituita la società attuale, un’azienda a carattere familiare dove sono diventato il legale rappresentante e responsabile tecnico. Nel frattempo, la Termotecnica ha mantenuto la sua importanza sul territorio fiorentino con clienti importanti come: Caserme dei Carabinieri, il Comune di Firenze, la Regione Toscana, Duferco ed Engie Servizi.
Come siete organizzati e quali sono le tipologie di lavori maggiormente richieste della vostra clientela?
Attualmente disponiamo di un ufficio amministrativo, un ufficio tecnico interno e dodici operai, ma ci avvaliamo anche dell’aiuto di alcuni esterni, ditte edili, elettricisti e altre piccole ditte idrauliche, che ci aiutano nei periodi di maggiore impegno. Il nostro campo lavorativo si divide tra enti pubblici e condomini, ristrutturiamo e gestiamo le centrali termiche e le centrali autoclavi. Tutti i nostri operai sono altamente specializzati: abbiamo un po’ di difficoltà nel trovare nuove leve, i nostri dipendenti hanno tra i 40 e i 55 anni e molti di loro sono qui da oltre vent’anni.
Quali sono le criticità che oggi deve affrontare?
Il mestiere è molto interessante, mi dispiace che i giovani non ci si avvicinino. Non è più il lavoro “sporco” che si faceva 40 anni fa, ormai nel nostro settore si lavora quasi “con i guanti bianchi”, perché la tecnologia ha fatto passi da gigante e, anche grazie a tutti gli incentivi degli ultimi anni, le aziende hanno ricevuto una grossa spinta.
È un’attività che regala soddisfazione sia dal punto di vista professionale che economico. In questo momento, in cui il boom di richieste è importante, abbiamo difficoltà nel reperire personale specializzato.
Tra i numerosi lavori realizzati vuole parlarci di qualcuno in particolare?
Per la centrale idrica di un complesso turistico a Marina di Bibbona abbiamo realizzato dalla struttura edile all’impianto di depurazione, filtraggio e pompaggio dell’acqua sanitaria: è stato un lavoro molto impegnativo che ci ha portato prestigio, impegnativo sotto il punto di vista organizzativo ed economico.
Ultimamente abbiamo realizzato numerose centrali termiche con sistemi all’avanguardia, dove coniughiamo la caldaia tradizionale con il sistema elettrico delle pompe di calore, il che comporta un grosso risparmio energetico e un ridotto impatto ambientale. La sfida del futuro, anche in considerazione delle nuove normative sul Green, sarà quella di cercare di incentivare le fonti di energie alternative al gas e al gasolio.
Che consiglio si sente di dare ai giovani oggi che intendono lavorare in questo settore?
Il mio consiglio è che, una volta concluso il percorso di studi, provino a fare pratica nelle ditte del territorio, nelle piccole e medie imprese che fanno impiantistica, idraulica, termoidraulica; la maggior parte sono aziende sane che offrono una prospettiva futura.
Poi, una volta imparato il mestiere, è sempre possibile – e soddisfacente – mettersi in proprio. Noi, in primis, cerchiamo del personale che abbia voglia di imparare e di specializzarsi, di impegnarsi e sacrificarsi: è un lavoro di sacrificio, certo, ma che offre tante soddisfazioni.
Come vede il futuro della sua azienda?
Per il futuro mi auguro di migliorare l’azienda sotto il punto di vista delle tecnologie e delle nuove risorse energetiche. Credo che per restare competitivi sul mercato e sul territorio dovremmo fare un passo in avanti verso tutto ciò che è nuovo e che esula dall’idraulica tradizionale. La sfida, non soltanto mia ma anche dei miei colleghi, è tecnologica: nel nostro settore si stanno facendo piccoli passi, ma bisogna lavorare sodo per arrivare a dei risultati migliori.