
Fu Heike Kamerlingh Onnes il primo a scoprire, nel 1911, un fenomeno non descrivibile con la fisica classica bensì attraverso la meccanica quantistica, poi definito “superconduttività” o “superconduzione”, secondo il quale alcuni materiali (detti superconduttori), al di sotto di una certa temperatura “critica” assumono resistenza nulla al passaggio di corrente elettrica ed “espellono” in parte o completamente i campi magnetici presenti al loro interno.
In questa sede è impossibile descrivere il fenomeno nella sua interezza; ci limitiamo pertanto a dire che, contrariamente a quel che si può pensare, i migliori superconduttori sono i cattivi conduttori come il piombo e il niobio, che hanno temperature critiche più alte dei metalli puri. Negli anni ’80 sono stati ottenuti materiali ceramici e compositi con caratteristiche di superconduttori a temperature critiche relativamente alte, cioè superiori ai -195°C (temperatura di evaporazione dell’azoto liquido a pressione ambientale), quindi interessanti per future applicazioni industriali e commerciali. Gli sviluppi, potenzialmente, sono tantissimi e in svariati campi, per esempio in quello dell’accumulazione e trasmissione dell’energia, della realizzazione di grandi campi magnetici, della motorizzazione elettrica, ecc. (su tutti citiamo il trasporto a levitazione magnetica in fase di studio in Giappone e Germania). Nell’ambito degli argomenti trattati dal nostro giornale, un’applicazione interessante potrebbe essere quella della purificazione delle acque e della separazione di minerali, sfruttando i forti gradienti di campo magnetico generato dai superconduttori.
Vittorio Pesce