Si tratta della strada che garantisce maggiore efficienza?
Noi riteniamo di sì e stiamo puntando a informare e formare il mercato. In questa direzione abbiamo introdotto anche la gamma Rinnai Modus, sistemi pre-assemblati, sia per i moduli termici che per gli scaldacqua. Sono sistemi chiavi in mano che offrono tutta la sicurezza di un perfetto dimensionamento rispetto alle esigenze di impianto, semplificando e velocizzando il lavoro di installazione grazie alle predisposizioni lato acqua, gas e fumi con collettori fumi, gas e acqua predimensionati, pre-cablaggio della parte elettrica e kit Inail già inserito. Un esempio concreto di come la semplificazione e l’efficienza siano traguardi possibili.
Quali sono i vantaggi di una caldaia a condensazione che la rendono preferibile rispetto ad altre soluzioni?

Innanzitutto il risparmio energetico, che si traduce in riduzione dei consumi e bollette più basse, unitamente alla possibilità di scaricare a parete, secondo quanto previsto dalle più recenti modifiche normative e con la conseguente possibilità di evitare di intervenire sulle canne fumarie, con un sostanziale risparmio anche in termini di installazione.
La condensazione è poi ormai nota come la tecnologia amica dell’ambiente. Le caldaie a condensazione sono più pulite ed efficienti di quelle tradizionali poiché l’energia del vapore acqueo contenuta nei prodotti della combustione è utilizzata per generare calore. Ciò significa che il combustibile necessario per produrre calore è minore, a tutto vantaggio del risparmio energetico. Inoltre, i generatori termici a condensazione riducono i consumi fino al 30% e le emissioni inquinanti quali NOx e CO2 fino al 70% rispetto a quelle tradizionali.
A proposito della nuova normativa sullo scarico a parete. Qual è la sua posizione sulla diatriba in atto tra produttori di caldaie e di canne fumarie?
L’Italia è l’unico Paese europeo che non prevede la possibilità di scaricare direttamente a parete, caldaie a gas con potenza inferiore ai 70 kW: un’anomalia che necessita di un riallineamento. Se ciò non bastasse, per poter pensare di raggiungere l’obiettivo di riduzione delle emissioni richiesto dalla stessa Comunità Europea è necessario incentivare in qualsiasi modo l’acquisto e installazione di apparecchi basso emissivi.
A tutt’oggi, da questo punto di vista, l’atteggiamento generale in Italia sembra non temere sanzioni comunitarie né curarsi della tutela dell’ambiente. Lo dimostra il fatto che, nonostante i moduli a condensazione siano di fatto più convenienti e meno inquinanti di quelli tradizionali, la gran parte dei generatori termici venduti sul mercato interno resti di tipo tradizionale. Il motivo può essere ricondotto agli scarichi fumi che rappresentano per l’acquirente una problematica importante da risolvere e un ulteriore costo da affrontare.
Con l’obbligo dello scarico a tetto, infatti, chi intende sostituire un modulo tradizionale con uno a condensazione, deve far adeguare i materiali delle canne fumarie affinché siano idonei a resistere alle condense. Inoltre, se l’interessato risiede in un condominio e dunque la canna fumaria è comune, incontrerà ulteriori difficoltà di non poco conto qualora gli altri condomini non abbiano la necessità o l’intenzione di sostituire la propria caldaia e scelgano di continuare a utilizzare la vecchia tecnologia.